Esistono artisti che occupano il centro del palcoscenico e artisti che, restando nell’ombra, costruiscono il palcoscenico stesso. Alessandro Alessandroni (1925–2017) appartiene a questa seconda, rarissima categoria. Definito il “fischio più famoso del cinema”, è stato il polistrumentista e l’arrangiatore che ha dato un’anima sonora al mito del West, trasformando un’esigenza produttiva in un’icona della cultura pop globale.
Le Origini: Dalla Barberia al Mandolino
La formazione di Alessandroni non passa per le austere aule del Conservatorio, ma per un luogo molto più verace: la bottega del barbiere a Soriano nel Cimino. Negli anni ’30, le barberie erano veri centri culturali dove, tra un taglio e l’altro, si suonava il mandolino e la chitarra.
Questa educazione “da strada” e da autodidatta gli conferì una libertà mentale assoluta. Senza i vincoli della teoria accademica, Alessandroni sviluppò un orecchio assoluto e una capacità di approcciare ogni strumento con curiosità fanciullesca, diventando un pioniere del sincretismo musicale.
Il Fischio: Uno Strumento d’Orchestra
Il grande pubblico lo associa indelebilmente alla “Trilogia del Dollaro” di Sergio Leone. L’aneddoto della nascita di quel suono è leggendario: nel 1964, Ennio Morricone lo chiamò spiegando che per Per un pugno di dollari non c’erano i budget per le grandi orchestre hollywoodiane. “Sandro, vieni qui e fischia”, gli disse.
Ma quello di Alessandroni non era un fischio comune. Era un “flauto umano”: dotato di un vibrato controllato, una precisione millimetrica nell’intonazione e una potenza espressiva che evocava solitudine, morte e polvere. Insieme alla sua chitarra elettrica “grattata” (ispirata al suono di Duane Eddy), creò il DNA sonoro dello Spaghetti Western.
I Cantori Moderni e il genio di “Mah Na Mah Na”

Alessandroni non era solo un solista, ma un raffinato costruttore di armonie vocali. Fondò i Cantori Moderni, un gruppo vocale che includeva la moglie Giulia De Mutis e la soprano Edda Dell’Orso. Alessandroni usava le voci come strumenti puri, fatte di onomatopee, sospiri e grida.
Questa sperimentazione lo portò, quasi per gioco, a comporre e interpretare il brano “Mah Na Mah Na” per il documentario Svezia inferno e paradiso (1968). Quello che era nato come un divertissement vocale senza senso divenne un successo planetario grazie ai Muppets, creando il paradosso più affascinante della sua carriera: l’uomo che dava voce ai pistoleri più spietati era lo stesso che faceva ballare i pupazzi di Jim Henson.

Competenze e Innovazione: Il “Dio” della Library Music
Oltre alla chitarra e al fischio, Alessandroni era un polistrumentista totale: suonava il piano, il mandolino, la fisarmonica e fu tra i primi in Italia a padroneggiare il sitar indiano, portando sonorità esotiche nelle colonne sonore italiane (come in Suor Omicidi, dove mescolò sacro e disco music).
Negli anni ’70, sotto lo pseudonimo di “Brian”, si dedicò alla Library Music (musica per archivi televisivi). Album come Prisma Sonoro sono oggi oggetti di culto per i collezionisti. La sua capacità di creare atmosfere oniriche e ritmi funk “sporchi” lo ha reso un idolo per le nuove generazioni: star del calibro di Jay-Z hanno campionato i suoi lavori, e produttori moderni come Danger Mouse lo hanno voluto in studio nel 2011 per il progetto Rome, insieme a Jack White e Norah Jones.
Le collaborazioni musicali
Le collaborazioni musicali di Alessandro Alessandroni sono state vaste e diversificate, spaziando dal cinema alla musica leggera, fino a influenti progetti internazionali e contemporanei.
Le sue collaborazioni più iconiche includono:
- Ennio Morricone e Sergio Leone: Rappresenta il sodalizio più celebre, durato vent’anni. Alessandroni è stato l’anima sonora dello spaghetti western, prestando il suo inconfondibile fischio e la chitarra elettrica per la “trilogia del dollaro” (Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo). Morricone lo considerava parte integrante della composizione, non un semplice esecutore.
- Nino Rota: Fu il primo a scoprire il talento di Alessandroni come fischiatore. Inizialmente lo aveva chiamato come chitarrista nella sua orchestra, per poi chiedergli di fischiare un brano quando ne ebbe necessità, rivelando le sue doti straordinarie.
- Piero Umiliani: Collaborarono per il brano di fama mondiale Mah-nà mah-nà, originariamente registrato per il documentario Svezia inferno e paradiso (1968) da Alessandroni insieme alla moglie Giulia De Mutiis e ad altri coristi.
- I Cantori Moderni di Alessandroni: Attraverso questo gruppo vocale da lui fondato, Alessandroni collaborò con i più grandi maestri italiani del cinema, tra cui Armando Trovajoli, Piero Piccioni, Franco Micalizzi (per il celebre fischio di Lo chiamavano Trinità…) e Francesco De Masi.
- Leggende della musica leggera: Come direttore di coro o esecutore, ha lavorato con icone della musica italiana e internazionale come Fabrizio de André, Domenico Modugno, Lucio Dalla, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Stevie Wonder, Paul Anka e Sylvie Vartan.
- Collaborazioni internazionali moderne: Nel 2011 ha partecipato all’album Rome del produttore Danger Mouse, collaborando con artisti del calibro di Jack White e Norah Jones. In ambito Hip Hop, i suoi campionamenti sono stati utilizzati da star mondiali come Jay-Z.
- Riscoperta e cinema d’autore: Quentin Tarantino ha riscoperto e utilizzato i suoi brani nel film C’era una volta a… Hollywood (2019).
- Artisti contemporanei italiani: In tempi più recenti ha collaborato con i Baustelle (fischiando nel brano Spaghetti Western), i Guano Padano e Jovanotti (per la canzone Quando sarò vecchio).
Curiosità e l’ultimo atto in Namibia
La vita di Alessandroni si è chiusa con una simmetria poetica degna di un film. Dopo aver passato una vita a sonorizzare i deserti artificiali dell’Almeria (Spagna), a 84 anni ha scelto di trasferirsi in un deserto vero. Seguendo la moglie, la fotografa Margaret Courtney-Clarke, si è stabilito a Swakopmund, in Namibia.
Lì, il “maestro invisibile” ha vissuto i suoi ultimi anni con totale umiltà, continuando a suonare il pianoforte nei piccoli pub locali per i residenti che ignoravano di avere davanti una leggenda vivente. È scomparso nel 2017 a 92 anni, lasciando come testamento l’album Forever.
L’eredità di un artigiano
Alessandro Alessandroni ci insegna che il genio non ha bisogno di stare sotto i riflettori per cambiare il mondo. È stato l’artigiano che ha permesso a Morricone e Leone di diventare miti, restando fedele alla sua natura di “operaio della musica”. Ogni volta che sentiamo il fischio del vento in un film o una melodia che sa di frontiera, stiamo ascoltando l’anima di un uomo che ha saputo trasformare un respiro in arte eterna.


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